Alberobello tetti conici come i Tholos (θόλος) micenei, tra storia, architettura, aneddoti in una città fiabesca
Descrizione del tour
La visita con Eusto-FYD tra i vicoli di Alberobello non è solo una passeggiata ma un’esperienza senza tempo, tra vicoli fiabeschi alla ricerca dei segreti di una tecnica di costruzione antica e unica messa a punto dai contadini pugliesi sulla base di una modalità costruttiva ancestrale.
Il trullo infatti ci riporta a un'epoca arcaica, biblica, ma la sua tecnica costruttiva a secco era già nota ai micenei nell'antica Grecia. La nostra visita tocca i rioni Aia Piccola e Monti. Il primo è rimasto fermo nel tempo, con la gente che ci abita ancora. Quindi visitiamo un trullo dall'interno e vediamo l'antica aia sulla quale si batteva il grano e che oggi è una piazza. Poi la casa d'Amore, la prima abitazione costruita utilizzando malte cementizie.
E ci spostiamo al rione Monti, più ricco di negozi e di artigianato. La visita tocca il trullo Siamese, ha due coni compenetrati su cui grava una curiosa leggenda che narra di una donna contesa tra due fratelli. Proseguendo si sale fino alla chiesa a trulli Sant'Antonio, non prima di avere fatto la visita a uno dei tanti artigiani che costruiscono trulli in miniatura.
La visita di Alberobello è un itinerario tra le tipiche abitazioni dal tetto conico ed è rivolta a scoprirne le curiosità, i segreti costruttivi, la storia. Il fascino orientale dei trulli, in un sito UNESCO, spiegato da un vero esperto che vi fa rivivere la civiltà contadina che li ha creati, tra storia e leggenda quella per cui per evadere le tasse imposte dalla Prammatica de Baronibus, il Conte di Conversano Giangirolamo II ordinava periodicamente la distruzione dei trulli in modo da non fare risultare nessun abitante nella zona.
E poi l'unicità di raccontare la mia esperienza di lavoro con i trullari per carpirne i segreti. Tour di 2 Km circa, scarpe comode e tanta curiosità nella mente per scoprire ad ogni piè sospinto il fascino di un paese fiabesco e il segreto mitico, perchè no, del panino pasqualino.




